LOS ACENTOS

Gli accenti rappresantano una delle maggiori difficoltà per gli studenti di lingua spagnola.

L'errore più comune è quello di dimenticare di segnarli graficamente, da una parte a causa della distrazione e dall'altra perchè spesso non si conoscono le regole, o più semplicemente non vengono riguardate nel tempo e di conseguenza dimenticate.

Per imparare le regole riguardanti gli accenti è doveroso armarsi di pazienza e concentrazione, dunque prendetevi il tempo necessario per seguire questo percorso passo dopo passo.

Prima di cominciare è fondamentale sapere che l'accento castigliano è AGUDO, cioè guarda sempre verso destra (é), a differenza dell'accento grave del catalano, del francese e dell'italiano che punta verso sinistra (è).

Iniziamo dalla regola base che spiega la suddivisione delle parole in sobreesdrújulas, esdrújulas, llanas e agudas, per poi passare ai casi particolari.

REGOLE BASE.

PALABRAS SOBREESDRÚJULAS: coméntaselo, dígaselo. Queste parole siempre llevan tilde, ossia portano sempre il segno grafico dell'accento. Sono le parole la cui vocale tonica (quella sulla quale cade l'accento) si trova tre sillabe prima dell'ultima sillaba: co-mén-ta-se-lo.

PALABRAS ESDRÚJULAS: lámpara, miércoles, rápido. Anche queste parole vogliono sempre l'accento grafico che cade sulla vocale antecedente la penultima sillaba: miér-co-les.

PALABRAS LLANAS: lápiz, césped, joven, hada. Ecco che la situazione incomincia a complicarsi! Queste parole in alcuni casi vogliono l'accento grafico e in altri casi no. Cominciamo col dire che le palabras llanas sono quelle la cui vocale tonica corrisponde alla penultima sillaba. Se la parola llana in questione termina in N, S o VOCALE non porterà accento grafico: jo-ven, ha-da. Al contrario, se termina in consonante diversa da N o S porterà l'accento grafico: lá-piz, cés-ped.

PALABRAS AGUDAS: camión, café, Inés, caracol, bailar, pared. La vocale tonica nelle palabras agudas corrisponde all'ultima sillaba e l'accento ortografico va messo quando la parola termina in N, S o vocale: ca-mión, ca-fé, I-nés. Se la parola termina in consonante diversa da N o S non porterà l'accento: ca-ra-col, bai-lar, pa-red

Dedichiamoci ora ad approfondire questo tema vedendo alcuni casi che esulano dalle regole basiche appena spiegate.

1- PALABRAS LLANAS E AGUDAS CHE TERMINANO CON DUE CONSONANTI.

Quando ci troviamo di fronte a parole llanas o agudas che terminano con un gruppo consonantico, noteremo che le regole basiche determinanti la posizione degli accenti subiscono dei cambiamenti. Fortunatamente, sono poche le parole che terminano in questo modo. Vediamo alcuni esempi:

Bíceps, tríceps, wéstern, cómics. Nonostante queste siano palabras llanas che terminano in N o S, a determinare la presenza dell'accento grafico è la doppia consonante. In tal caso, le regole vengono meno ed è necessario apporre la tilde. Bí-ceps, wéstern.

enobs, anoraks, icebergs. AL CONTRARIO, non porteranno l'accento grafico le palabras agudas che terminano con un gruppo consonantico: es-nobs, i-ce-bergs, a-no-raks. (mai scrivere esnóbs, icebérgs, anoráks).

2- PAROLE CHE TERMINANO IN MENTE.

Tutte le parole che terminano con questo suffisso, mantengono l'accento grafico (quando è previsto) della parola di origine: rápidamente - rápido, ágilmente - ágil, cortésmente- cortés. Tuttavia, l'accento tonico (quello che si appoggia sulla sillaba di maggiore intensità vocale) ricade sulla sillaba men.

3- PAROLE MONOSILLABICHE.

I monosillabi normalmente no llevan tilde, quindi parole come fui, fue, di, dio, vi, vio ad esempio (che corrispondono alla prima e alla terza persona dei verbi irregolari ser, dar e ver del pretérito indefinido) non vogliono l'accento grafico. Quando lo portano è per distinguersi da parole che si scrivono allo stesso modo, ma che hanno differente significato (si parla in questo caso di tilde diacritica): tè/te - mi/mí – tu/tú – el/él – aun/aún - se/sé – mas/más

4-PRONOMBRES, ADVERBIOS Y ADJETIVOS NELLE FRASI INTERROGATIVE ED ESCLAMATIVE, L'ACCENTO DIACRITICO

Cómo, cúal/es, cúanto/a/os/as, dónde, por qué, qué, quién/es devono sempre portare l'accento grafico quando sono parte di una esclamativa o interrogativa diretta o indiretta, a prescindere dalle regole. Ecco alcuni esempi: “¿Quién llamó al timbre ayer?” “Me pregunto quién llamó al timbre ayer.” "No me dijo quién ha llamado." “¡Qué asco esta comida!" Lo stesso vale per i pronomi dimostrativi (este...ese...aquel...) in caso di ambiguità, come quando non sono seguiti da nessun sostantivo, ej: "éstos le vendieron un chaleco salvavida" anziché "estas personas le vendieron un chaleco salvavidas"

Abbiamo visto dunque le regole grammaticali di base riguardanti gli accenti e i relativi casi particolari. Nel prossimo articolo parlerò di DIPTONGOS, TRIPTONGOS E HIATOS.

A presto!